. Vaccarino a Poletti: "Lavorare ancora su apprendistato e alternanza scuola-lavoro". Poletti: "I risultati si ottengono nella condivisione"

"La riforma posta in essere dal Ministro Poletti l’abbiamo condivisa relativamente, all’inizio c’è stata mancanza di dialogo con il Governo, il Jobs Act è un working progress, rimangono ancora questioni aperte su cui si deve lavorare come l’apprendistato e l’alternanza scuola lavoro”. Lo ha detto il Presidente della CNA Daniele Vaccarino in occasione del convegno "Riforma del Lavoro e imprese: quali vantaggi?" organizzato dalla CNA di Imola, alla presenza del Ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Il Ministro ha partecipato, rispondendo anche alle domande pervenute dalle imprese

"Mi fa piacere poter ragionare assieme alle imprese sulle questioni su cui stiamo lavorando. I risultati non si ottengono solo facendo buone leggi sulla carta, si ottengono tramite la condivisione con gli attori coinvolti, il risultato non è la legge ma i risultati che la legge consente di ottenere”, ha detto Poletti.

"Sull’alternanza scuola lavoro - ha replicato a Vaccarino - Istituti scolastici e imprese sono pronte, la scuola è fondamentale, ma è solo un parte della formazione, l’esperienza imolese che è più avanti sul tema dell’alternanza scuola-lavoro potrà aiutarci anche a capire come correggere eventualmente la norma”.

"Garanzia Giovani è uno straordinario strumento - ha continuato Poletti - un limite è stato guardare solo ai giovani non anche alle aziende, perciò abbiamo cercato di cambiare la prospettiva. Garanzia Giovani è un contenitore dove mettere le misure che servono per incentivare l’occupazione giovanile. Crescere in digitale ad esempio è stata un’esperienza molto positiva che ha consentito al mondo imprenditoriale, che ha conoscenze ed esperienza maturata nel tempo, di interagire con la freschezza e l’innovatività dei giovani con le loro competenze digitali. Garanzia Giovani durerà nel tempo, vedremo se con risorse UE oppure solo con fondi italiani”.   

Sulle polemiche sull’orario di lavoro il Ministro ha affermato: “Non ho mai detto di volere abolire l’orario di lavoro come unità di misura della retribuzione, ma non è il solo parametro su cui commisurare la retribuzione, la tecnologia ci consente più libertà... Occorre sedersi al tavolo e ragionarci assieme”.

Sul tema è intervenuto anche il presidente Nazionale CNA Vaccarino: “A Torino, che è la città da cui provengo, tutto è stato costruito in funzione dell’orario di lavoro della Fiat, non solo per le imprese collegate ma anche per la distribuzione commerciale e i Pubblici esercizi, che si regolano sui turni dei dipendenti Fiat. Nel momento in cui sono cambiati i paradigmi, vedasi nuova organizzazione della Fiat, occorre ragionare su come, in accordo con i sindacati, trovare nuovi assetti efficienti per tutti i comparti".

"Le tutele crescenti nascono innanzitutto dalla considerazione dei danni fatti, soprattutto alle giovani generazioni, dai contratti atipici, ci siamo posti l’obiettivo di fare del contratto a tempo indeterminato il modo normale per fare assunzioni. Occorre rendere più costoso il contratto a tempo determinato e mettere l’imprenditore di fronte alla scelta tra un contratto a tempo determinato più costoso e uno a tempo indeterminato meno costoso e lasciare a loro la scelta - ha detto il ministro - Certo se consenti di fare assunzioni a tempo determinato magari anche meno onerose la scelte da parte dell’impresa è obbligata. Ma conoscendo il mondo dell’impresa so che se fanno assunzioni è per tenere stabilmente in azienda il dipendente”.

“Se non fossimo intervenuti si sarebbe continuato  a danneggiare anche la ripresa economica italiana, di fronte alla precarietà del lavoro il reddito disponibile è minore e si blocca anche la spesa interna, il contratto a tutele crescenti vuole essere una risposta anche al rilancio dei consumi interni”.    

"Le azioni messe in campo dal ministero vanno nella direzione del fare - ha affermato Paolo Cavini, Presidente Cna Imola - Abbiamo intitolato l'evento "Riforma del Lavoro e Imprese: quali vantaggi" perché  le riforme del lavoro sono essenziali per affrontare le sfide epocali che le imprese stanno fronteggiando. Chiaramente nelle trasformazioni aziendali i contratti di lavoro giocano un ruolo importantissimo. Il lavoro è prima di tutto dignità qualsiasi esso sia; le imprese il lavoro lo generano e creano le condizioni di benessere dei territori. Generare occupazione è uno degli obiettivi che ci si deve porre".

Al termine della serata, Cavini ha consegnato al Ministro Poletti una pergamena con le domande pervenute dalle imprese. “Lo sapevo che mi avreste lasciato del lavoro da fare a casa, stanotte dovrò studiare attentamente le vostre richieste”, ha concluso con ironia il ministro Poletti. 

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