. Tax Free Day il 24 luglio: piccole imprese vicentine al lavoro un giorno in più per sostenere gli oneri fiscali.

Pesano lievi aggiustamenti della tassazione nazionale e comunale; invariata quella regionale. CNA: “Iri e rimodulazione Tari necessaria

Le piccole imprese vicentine possono guardare tutto sommato con serenità alla ormai prossima chiusura agostana. Anche nel 2018 infatti il Tax Free Day - il giorno in cui il reddito generato da inizio anno raggiunge la quota complessiva di imposte e contributi da pagare - arriva a precedere di una settimana il mese delle vacanze estive, posizionandosi al 24 luglio. Lo dice l’indagine annuale Comune che vai, Fisco che trovi, il report dell’osservatorio permanente CNA sulla tassazione che grava sulle PMI in funzione del peso di imposte nazionali e locali: artigiani e imprenditori, in sostanza, al 31 dicembre prossimo avranno lavorato 206 giorni per pagare i tributi, e i restanti 159 per pensare ai margini di profitto. Il capoluogo berico ottiene questo risultato offrendo un Total Tax Rate - il rapporto tra incidenza fiscale complessiva e redditi - del 56,5%, inferiore di quasi 5 punti rispetto alla media nazionale del 61,4% (Tfd medio: 11 agosto).

Per Vicenza in realtà si tratterebbe di un piccolo passo indietro: lo scorso anno il Ttr si era fermato a 56,2%, e i tre decimali di differenza avevano “anticipato” il Tax Free Day di un giorno, al 23 luglio. Il bicchiere però resta mezzo pieno, dato che dopo il picco negativo del 2012 (60,5%) il calo progressivo è stato costante negli anni e salvo una leggera volatilità il trend sembra destinato a proseguire. Inoltre il nostro Comune resta tra i primi 15 d’Italia - pur scivolando dalla 12esima alla 14esima posizione - e si conferma secondo in Veneto dietro alla sola Belluno (Ttr: 55,0%, Tfd: 19 luglio).

L’indagine

Quello del 2018 è il quinto rapporto stilato dall’osservatorio CNA. L’indagine è stata strutturata confrontando gli stessi parametri fiscali a partire dal 2011 in 137 città italiane, tra cui tutti i capoluoghi di provincia e altri 23 Comuni ad alta densità di imprese. I numeri raccolti confermano che nel 2017 la pressione fiscale nazionale è salita mediamente dello 0,2%; il Veneto è riuscito in parte a contenere il colpo, grazie a una tassazione regionale invariata e, nel caso di Vicenza, a una tassazione comunale rivista al rialzo del solo 0,1%.

«Questo conferma la grande importanza che ha una politica territoriale amica delle imprese - osserva Cinzia Fabris, presidente di CNA Vicenza -. I Comuni possono fare moltissimo, per esempio adeguando al più presto la Tari sugli immobili produttivi alle nuove direttive nazionali, che svincolano dal calcolo le aree di produzione e di magazzino. Per Vicenza questo si tradurrebbe subito in una riduzione d’incidenza media dell’1,3%, che con l’entrata in vigore del regime Iri dal prossimo anno potrebbe far scendere l’indice di tassazione sotto il 54%. Naturalmente però anche lo Stato deve fare la sua parte: si parla di Flat Tax, ma per il momento non sono chiari né i come né i quando. L’unica certezza che abbiamo evidenziato come CNA: qualsiasi progetto di aliquota unica può funzionare solo se progressivo e a partire dalle soglie Irpef più basse».

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