. Sondaggio CNA: più ottimismo per le imprese. Ma la ripresa è ancora molto lontana

Un 2016 con qualche segnale di ottimismo in più, un 2015 andato meno peggio del previsto. Se per gli artigiani e le piccole e medie imprese bolognesi parlare di ripresa è davvero esagerato, certamente una piccola positiva inversione di tendenza è in atto. Molto fragile, perché per un’impresa su tre le previsioni parlano ancora di cali di fatturato nel 2016. Le differenze tra i settori però sono sempre più evidenti: l’alimentare certamente è quello più in salute, moda e costruzioni continuano a soffrire, la produzione (meccanica, legno, chimica e plastica) ha avuto buone performance nel 2015 ma non è ottimista per i prossimi mesi.

Chi esporta ottiene risultati superiori alla media, ma solo tre imprese su dieci si affacciano ai mercati internazionali. Disastroso il mercato degli appalti pubblici: sette su dieci non vi accedono, gli altri segnalano un deciso calo in questo segmento di fatturato.

Sono questi i principali risultati dell’indagine periodica realizzata da Cna Bologna Imprese Bologna edizione 2016 su un campione di un migliaio di aziende associate appartenenti a nove settori molto rappresentativi: produzione, moda, alimentare, costruzioni, impianti, autoriparatori, trasporti, acconciatori ed estetisti, comunicazione e terziario avanzato.

Cna ha chiesto alle sue imprese quali sono le principali minacce per la loro competitività: l’elevata tassazione è ancora il problema principale che affligge l’80% delle imprese, il 44% lamenta una diminuzione di ordini e il persistere di un clima di sfiducia. Sugli interventi più urgenti le imprese non hanno dubbi: minor prelievo fiscale (per l’89%) e minore burocrazia (73%), molto distanti le altre richieste.

“La fotografia che emerge da questa indagine è quella di un’impresa bolognese che va sostenuta, dalle Associazioni come Cna e dalle Istituzioni – commenta Cinzia Barbieri, Segretario Cna Bologna -. Le traiettorie sono chiare: gli artigiani e le pmi bolognesi devono avere più occasioni per fare business, devono essere accompagnate sui mercati esteri, devono poter accedere con meno ostacoli al mercato degli appalti. Ma soprattutto va ridotto drasticamente il prelievo fiscale e il peso della burocrazia sulle aziende. Sono tutti temi che porteremo nella campagna elettorale per le amministrative a Bologna che ormai si è avviata”.

“Cna però deve fare la sua parte – prosegue Barbieri –. Nel piano industriale 2016/2017, approvato dalla direzione provinciale Cna Bologna, verrà data grande rilevanza alla consulenza per le aziende in particolare sull’internazionalizzazione: sono ancora troppo poche le imprese che utilizzano questa strategia vincente per aumentare il fatturato. Inoltre le imprese ci chiedono di creare opportunità per fare affari: per questo motivo nel 2016 Cna Bologna ha introdotto una novità assoluta tra le Cna italiane, ma credo anche tra le altre associazioni: la tessera digitale che si ottiene scaricando l’app ‘Io Cna’ dagli store di apple, android e windows”.

“La nuova tessera affiancherà quella tradizionale – conclude Barbieri – e presenta molte opportunità in più per l’associato: la possibilità di essere costantemente informato sulle notizie di interesse per il suo settore, di avere l’elenco delle iniziative e potervi iscrivere da tablet e smartphone. Ma soprattutto di fare più facilmente rete e business con altre migliaia di imprese come la sua. In questa logica Business to Business Cna sta lavorando con grande impegno, cogliendo ogni occasione per mettere in contatto, attraverso le iniziative chiamate ‘Business day”,  le proprie imprese associate con quelle di altri territori. Insomma meno tasse, meno burocrazia, più mercati esteri e più opportunità di business in Italia: questa è la ricetta perché la ripresa per le nostre imprese parta davvero”.

 

Nel 2015 il 24% delle imprese ha visto crescere il fatturato. Per il 2016 previsioni lievemente migliori rispetto allo scorso anno

 

Nel sondaggio, Cna ha chiesto alle sue imprese come sono andati i fatturati nell’ultimo semestre 2015 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: per il 32% dell’imprese sono diminuiti, per il 44% sono rimasti stabili, il 24% delle aziende ha registrato un aumento. E’ un risultato non entusiasmante, ma certamente migliore dello scorso anno in cui si registravano diminuzioni di fatturato per il 46% delle aziende intervistate.

Cosa vi aspettate dai primi mesi del 2016, è stato poi chiesto. Il 48% prevede una stabilità del fatturato rispetto al 2015, per il 35% delle imprese il fatturato diminuirà, il 17% prevede una crescita. Anche in questo caso mettendo a confronto lo stesso sondaggio realizzato nello stesso periodo dello scorso anno, le previsioni sono lievemente più ottimistiche (la crescita era prevista solo dal 13% delle imprese).

Per quanto riguarda le previsioni sul personale, il 78% prevede che rimarrà stabile, il 14% pensa che dovrà ridurlo, l’8% ha intenzione di aumentarlo. Utilizzando il confronto col sondaggio dello scorso anno, anche in questo caso vi è un lieve miglioramento (la crescita era prevista dal 6% delle imprese, la riduzione dal 16%). Le imprese continueranno ad investire: il 49% dichiara di non rinunciare ad investimenti programmati in precedenza, il 36% li rinvierà e il 15% dovrà cancellarli. Sugli investimenti il confronto con lo scorso anno è lievemente peggiore (il 51% confermava gli investimenti programmati).

Ma quali sono gli aspetti che minacciano gli artigiani e le piccole e medie imprese bolognesi? Dal sondaggio esce nuovamente un plebiscito (qui le risposte erano multiple): l’80% dichiara espressamente che è l’elevata tassazione a mettere in crisi la propria attività; il 44% delle imprese ha visto ridurre gli acquisti e la richiesta di servizi da parte dei propri clienti storici; per il 44% il clima di sfiducia generale non aiuta la ripresa;  il 37% lamenta un’insolvenza dei propri clienti.

Quali sono dunque gli interventi che le aziende ritengono maggiormente urgenti? Anche a questa domanda, (sempre con risposta multipla), la reazione è praticamente corale: l’89% chiede a gran voce una riduzione della pressione fiscale. La riduzione della burocrazia è l’altro grande tema che interessa il 73% delle imprese, il 19% chiede sostegno nell’individuare nuovi business, il 18% vorrebbe maggior credito dalle banche.

Nel sondaggio di quest’anno sono poi stati indagati due focus: l’export e gli appalti pubblici. Per quanto riguarda l’export sono stati analizzati i settori alimentare e moda, da cui risulta che il fatturato per l’export è salito dell’11% per l’alimentare e del 17% per la moda. Peccato che in media solo tre imprese su dieci si affacciano ai mercati esteri.

Sul mercato degli appalti pubblici sono stati sottoposti a sondaggio i settori delle costruzioni e delle installazione e impianti. Purtroppo il fatturato relativo agli appalti è diminuito del 23% per i costruttori e del 15% per gli impiantisti, ma soprattutto sette imprese su dieci non accedono nemmeno a questo mercato.

 

Analizzando infine i singoli settori, emerge che:

  • L’alimentare ha realizzato le performance migliori, con il 37% delle imprese che ha visto crescere il proprio fatturato e con il 27% che prevede un ulteriore aumento nel 2016.
  • Le costruzioni continuano a soffrire, per il 41% il 2015 ha significato una diminuzione del fatturato e per il 54% andrà anche peggio nel 2016.
  • Anche la moda non sorride: il 64% delle imprese ha visto il segno meno nel fatturato 2015, il 2016 dovrebbe andare un po’ meglio con diminuzione di fatturato “solo” per il 25% delle aziende.
  • La produzione ha vissuto un 2015 interessante, il 36% ha visto aumentare il proprio fatturato, ma il trend pare che non prosegua quest’anno in quanto solo il 17% pensa che il proprio fatturato possa salire.
  • Stessa dinamica per gli autoriparatori: una crescita di fatturato nel 2015 per il 29% delle aziende, una previsione positiva per il 2016 solo per il 14%.
  • Anche il settore trasporti è tra quelli in maggiore sofferenza, con cali di fatturato nel 2015 per il 28% delle imprese e per il 2016 sono previste diminuzioni di fatturato per il 44% degli intervistati.
  • Stanno meglio gli impiantisti che hanno visto un 2015 in crescita per il 25% delle aziende, mentre per il 2016 le previsioni sono meno positive
  • Molto dinamico il settore della comunicazione e del terziario avanzato dove il 27% delle aziende prevede una crescita di fatturato
  • Infine gli acconciatori e gli estetisti non hanno avuto un 2015 particolarmente brillante, visto che il 43% ha dichiarato un calo di fatturato. Il 56% nel 2016 prevede una stabilità.
Area Tematica: