. Pietrolungo (CNA FITA): "Chiudere strade ed allungare tempi, significa chiudere economia ed imprese"

“Appare inevitabile che i disagi di viabilità e traffico siano destinati a prolungarsi nel tempo. C’è un tema infrastrutture ed alternative di viabilità che viene da lontano ed oggi localmente siamo in ginocchio, non bastassero i problemi del quotidiano sempre più difficile per le imprese dell’autotrasporto”. E' un grido allarmato quello di Barbara Pietrolungo, portavoce dell’autotrasporto merci della CNA territoriale di Ascoli Piceno, a seguito delle gravi problematiche scaturite dalla chiusura di una galleria sull'A 14 che richiederà più di un mese di lavori per essere ripristinata.

Prosegue Pietrolungo: “Con Genova e con un dramma incomparabile rispetto a noi, con le vittime del ponte Morandi a cui va il nostro pensiero come alle famiglie distrutte dalla disgrazia e quelle ora nei disagi abitativi, si è aperto un dibattito sullo stato delle infrastrutture e sulla manutenzione. Ma occorre anche pensare alla mancanza di alternative, a come basti poco a mettere in ginocchio l’economia di un intero Paese. La ricaduta sulle imprese del trasporto merci su gomma è fortemente negativa, con tempi dilatati di impegno degli autisti, tempi imprevedibili per portare a compimento il lavoro e raggiungere le destinazioni rispettando i rigorosi tempi di guida e di riposo previsti dalla Legge. Sono convinta che la richiesta che va salendo da più parti di deroga ai tempi di guida e di riposo sia una reale necessità per le imprese perché oltre al danno non ci sia la beffa delle sanzioni. Le norme lo consentono, spero che si attuino le misure possibili. Ho chiesto ai nostri Presidenti regionale nazionale di attivarsi nelle sedi possibili. Chiudere strade ed allungare tempi, significa chiudere economia ed imprese”.

Tante sono le telefonate degli imprenditori alla sede della CNA di San Benedetto del Tronto. “Anche una galleria autostradale che si chiude, per stringente necessità ma si chiude – secondo Francesco Balloni direttore di CNA territoriale di Ascoli Piceno - in un’area delicata come quella del Sud delle Marche, genera le ricadute negative che sono sotto gli occhi di tutti, con alternative che intasano centro urbani e viabilità ordinaria in un tempo peraltro assai delicato per l’economia turistica dei nostri luoghi. Oggi c’è un’emergenza, ma dobbiamo ragionare di infrastrutture alternative perché il traffico aumenta e con esso la criticità potenziale di nuove situazioni di emergenza. Gli interventi siano tempestivi e rapidi. Dobbiamo lavorare su scenari di alleggerimento del carico veicolare nei nostri centri urbani e rispettare il lavoro di chi è sulla strada tutti i giorni, a cui ora si aggiungono nuove difficoltà.”

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