. Pasqua: tradizione per innovare e innovazione per semplificare. La ricetta degli artigiani

Ci sono i fornai che tornano al lievito madre e i maestri cioccolatai che ricorrono a una app di giovani startupper per le consegne delle uova di Pasqua. La fotografia dell’artigianato romano che si prepara alla Pasqua è il riflesso dei cambiamenti e dell’evoluzione in atto.

E così, mentre c’è chi vede timidi segnali di ottimismo e chi combatte col persistere della crisi, si fanno i conti delle vendite di prodotti pasquali tradizionali. Primi fra tutti uova, colombe e pizze di Pasqua.

“Sulla vendita di dolci tipici della tradizione pasquale, come pastiere, colombe, casatielli e pizze di Pasqua, stiamo registrando quest’anno un incremento del 10%. In centro, come in periferia, i romani continuano a scegliere la qualità, magari acquistando meno prodotti, ma più buoni. Quest’anno, anche nelle ricette dei dolci di Pasqua, abbiamo fatto una scelta importante: passare al lievito madre. Una sorta di ritorno al passato, per offrire qualcosa di nuovo. I clienti sembrano apprezzare. Ormai un forno su due degli 800 romani produce colombe e pizze di Pasqua, con tante contaminazioni campane, abruzzesi, umbre, per un totale di circa 7mila pezzi. Nonostante l’aumento dei prezzi delle materie prime, abbiamo scelto di tenere fermi i costi al consumatore, ormai da quattro anni: tra i 13 e i 18 euro quello per le colombe artigianali e tra i 10 e i 13 euro per le pizze di Pasqua” così Bernardino Bartocci, Presidente di Assopanificatori, Associazione dei panificatori romani aderente a Cna di Roma.

Passando alle uova di cioccolato, per Fabrizio De Mauro, titolare dell’antica “Cioccolateria SAID dal 1923” di San Lorenzo, la crisi c’è ancora, e si sente: “calcolo un calo del 10-20% delle vendite a Pasqua. Per recuperare posizioni l’unica strada è tanta ricerca. Abbiamo ad esempio avviato una collaborazione con giovani startupper che hanno ideato una app di consegne a domicilio: sta andando benissimo, a riprova del fatto che la tecnologia può davvero migliorare la vita e risolvere i problemi. E poi abbiamo aperto un pop up store, un negozio temporaneo che chiuderà sabato. Anche questa novità è andata benissimo. E poi abbiamo fatto la scelta di varcare i confini: la nostra esperienza di Londra, avviata qualche anno fa, va bene, ma anche lì ‘osare’ è stata la parola d’ordine” conclude De Mauro.

 

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