. Mercato del lavoro, l’artigianato crea oltre 500 posti in un anno

È positiva anche a ottobre la performance dell’artigianato nel mercato del lavoro provinciale. Secondo i dati dell’Osservatorio provinciale del mercato del lavoro, diffusi oggi, rispetto a ottobre del 2016 la manifattura artigianato registra 7.841 lavoratori dipendenti, in aumento del 3,1% (+236 posti). L’edilizia artigianato si attesta a quota 8.976 occupati, con un aumento del 3,2% (+279 posti) in un anno.

“Sono dati estremamente positivi – commenta Claudio Corrarati, presidente regionale della CNA-SHV – perché evidenziano la creazione di oltre 500 nuovi posti di lavoro nei comparti manifattura ed edilizia dell’artigianato. Se abbiniamo anche la forte crescita dell’edilizia industriale, che insieme a quella artigianale registra un migliaio di occupati in più, dobbiamo prendere atto che gli incentivi per le ristrutturazioni ed i risanamenti energetici hanno definitivamente rimesso in moto l’edilizia. Non comprendiamo perché, a questo punto, ogni anno ci ritroviamo a chiederci se la Finanziaria dello Stato rinnoverà gli incentivi o se il bilancio della Provincia stanzierà le risorse necessarie per l’anticipo dei bonus fiscali sulle ristrutturazioni. Sono misure la cui efficacia è comprovata e devono diventare strutturali, programmati su scala pluriennale, perché garantiranno l’attività delle aziende e l’occupazione per i prossimi anni, visto l’elevato numero di edifici pubblici, privati e produttivi da risanare”.

Secondo Corrarati “importante è anche la ripresa occupazionale nel turismo, sintomo di un settore in piena salute che, nell’ottica della filiera corta, porta occupazione anche all’artigianato con ampliamenti, risanamenti, ristrutturazioni”. 

Preoccupazione, per i dati dell’Osservatorio del mercato del lavoro, viene espressa da CNA-SHV sull’aumento del 5,5% delle donne iscritte con stato di disoccupazione. “Temiamo – rileva Corrarati – che gli incentivi per l’imprenditoria femminile non siano la misura giusta per invogliare le donne a fare impresa. Crediamo sia giunto il momento di uscire dagli slogan per investire in un sistema di welfare che possa realmente assistere le donne che vogliono mettersi in proprio. Fondamentale è anche il monitoraggio della formazione, affinché le donne abbiano le competenze che realmente sono richieste dal mondo del lavoro per una rapida occupazione”. 

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