. La capitale festeggia il Tax Free Day

È la terzultima città italiana a festeggiare il giorno della liberazione delle imprese dalle tasse. Roma resta quindi sul triste podio, dopo Reggio Calabria e Bologna.  Tardi, ma è comunque arrivata la tanto attesa data del Tax Free Day e per celebrare l’evento Cna di Roma ha chiamato oggi a raccolta le imprese del territorio. La torta simbolica quest’anno è suddivisa in tre fette: la più grande è rappresentata dai 262 giorni dedicati, loro malgrado, dagli imprenditori a lavorare solo per il fisco. Una è ben più piccola: quella che resta per la famiglia (103). E una è sottilissima: sono i 7 giorni che le imprese avrebbero potuto guadagnare se il Campidoglio avesse applicato il regolamento sui rifiuti, risparmiando ben 2mila euro nell’ultimo anno.

Il calcolo di quanto le tasse pesano sulle imprese romane è fatto su un’attività-tipo: ditta individuale che utilizza un laboratorio artigiano di 350 mq e un negozio destinato alla vendita di 175 mq. Dispone, inoltre, di macchinari, attrezzature, mobili e macchine d’ufficio e di un automezzo per il trasporto. Su questa impresa ha fatto i conti Cna nazionale nell’Osservatorio permanente della tassazione sulle pmi di tutta Italia, che ogni anno si conclude con la classifica delle città più tartassate. Roma conquista quest’anno il terzo posto, rimanendo sul podio, anche se sul gradino più basso, dopo Reggio Calabria e Bologna. Un sospiro di sollievo per le imprese romane che fino a due anni fa erano le più tartassate d’Italia. Anche perché l’Irap è rimasta stabile; così come l’Irpef, comunale e regionale. Ma vista la mancata applicazione del regolamento, è un sospiro di sollievo a metà.

Veniamo ai calcoli. Tolti costi per macchinari, stipendi per 4 operai e un dipendente e altre spese, il suo reddito, prima delle imposte deducibili, è di 50mila euro. Dopo, il conto precipita a 15.116 (era a 17.139 nel 2011). Il 71,6% finisce al fisco (era il 71,7% l’anno scorso). Circa metà (36,2%) di queste tasse e imposte finisce nelle casse di Comune e Regione. Ben 14mila euro solo per Imu, Tasi e Tari. Un conto salatissimo: + 61,5% in più quest’anno rispetto al 2011.

Invariate, rispetto all’anno scorso, le addizionali locali, quella Irpef regionale e quella comunale che ammontano quest’anno, rispettivamente, a 807 e 283.

E rimane stabile anche l’Irap, che quest’anno costa all’impresa-tipo 2.988 euro (3.109 l’anno scorso).

Sul tema della tariffa sui rifiuti e dei ricorsi presentati dalle imprese che chiedono di applicare il regolamento ed evitare così di pagare due volte per la raccolta dei rifiuti speciali, è stato aperto un tavolo all’assessorato all’Ambiente di Roma Capitale.

 

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