. Incubatore sociale d'impresa. Chiara ha "messo in moto" la sua idea

E' stato un percorso in 6 tappe, partito a settembre e concluso all'inizio di dicembre, nell'“officina di idee e saperi” allestita ad Arezzo nella sede CNA e curata dalla onlus Socialnet. Attori principali 10 giovani disoccuppati aretini, con un sogno imprenditoriale da tradurre in realtà. Al loro fianco esperti e consulenti aziendali che li hanno accompagnati in un percorso formativo gratuito per il perfezionamento della loro idea imprenditoriale.

Tra i 20 ed i 38 anni, in maggioranza donne, tra di essi anche uno spagnolo ed una giovane di recente tornata dal Texas. Vivaci, motivati, pronti a scommettere su se stessi negli ambiti più disparati: dal circolo di belle arti all’allevamento di lumache, dalla promozione del territorio alle nuove tecnologie.

Il progetto messo a punto da Socialnet di CNA è stato realizzato in collaborazione con il Comune di Arezzo, la Caritas e la Camera di Commercio. La giornata conclusiva si è tenuta all'ITIS “Galileo Galilei” di Arezzo durante la quale è stata proclamata l'idea vincente: l'agenzia di promozione turistica del territorio aretino di Chiara Barbagli, aretina di 34 anni. Alla neo imprenditrice le chiavi di un furgoncino Fiat Fiorino usato donato dall'associazione O.A.S.I. (Officina Aretina della Solidarietà Internazionale).

“E' mia intenzione – ha dichiarato Chiara Barbagli - migliorare l’offerta per i clienti degli agriturismi, mettendo a disposizione programmi personalizzati di attività ai loro gusti ed ai loro bisogni. Quindi arte, ambiente, eccellenze agroalimentari, eventi, folklore”.

“Mentre si chiude il progetto – è il commento di Franca Binazzi, Presidente CNA – stiamo già lavorando alla seconda edizione. Quest'esperienza ha confermato che i giovani hanno idee e creatività. Attraverso di loro può nascere una nuova imprenditorialità che CNA è determinata a sostenere. Con l'Incubatore abbiamo raggiunto un livello avanzato di azione per contrastare disagio, emarginazione, precarietà: fattori che non rendono un territorio dinamico ed economicamente fertile. La scelta della scuola per la giornata conclusiva non è casuale: abbiamo voluto ricordare agli studenti che “intraprendere” è un approccio alla vita, significa investire per capire meglio i punti di forza e le vocazioni su cui fare leva a scuola e nel mondo del lavoro”.

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