. Gioventù perduta. Un marchigiano under 29 su cinque non studia, non lavora e non fa corsi di formazione

Non studiano e non lavorano. Sono 43.931 i giovani marchigiani tra i 15 e i 29 anni cosiddetti “neet”. Sono quelli che  hanno terminato il ciclo di studi o che lo hanno interrotto prematuramente e che non sono inseriti in alcun percorso lavorativo o formativo. Delusi dalle precedenti esperienze nemmeno cercano più attivamente un’occupazione.

 Un giovane marchigiano su cinque (il 19,8 per cento), secondo il Centro Studi della Cna Marche, che ha elaborato i dati Istat tra il 2008 e il 2015, si trova in questa condizione. Una generazione perduta, che potrebbe dare un contributo importante allo sviluppo economico e sociale della regione ma che è tagliata fuori dai processi produttivi e formativi. In Italia a trovarsi in questa condizione è il 25,7 per cento dei giovani sotto i 29 anni.

“La situazione” commentano il presidente Cna Marche Gino Sabatini e il segretario Otello Gregorini “ è migliorata negli ultimi dodici mesi, con i giovani marchigiani che non studiano e non lavorano che sono passati da 45.323 a 43.931, con 1.392 giovani ‘neet’ che hanno trovato un’occupazione nelle imprese della regione, grazie alle agevolazioni alle assunzioni previste dal Jobs Act. Con la riduzione degli sgravi contributivi per le imprese che nel 2016 scendono in media da 8 mila a 3 mila euro per ogni neoassunto, temiamo che quest’anno il numero dei giovani senza lavoro torni a salire. Occorre prevedere incentivi permanenti per facilitare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro insieme ad una riduzione della pressione fiscale sulle imprese”.

Una condizione, quella dei giovani marchigiani under 29 che non lavorano ed hanno rinunciato a cercarlo, che non studiano e non partecipano a corsi di formazione, che si è aggravata negli anni della crisi. Alla fine del 2008, i giovani che si trovavano in questa situazione erano 31.358, pari al 13,2 per cento del totale. Dopo sette anni sono diventati 43.931 pari al 19,8 per cento, dopo aver toccato nel 2014 il “picco” del 20,3 per cento.

“Da sottolineare il fatto che” precisa il direttore del Centro Studi Cna Marche Giovanni Dini “il calo nell’ultimo anno dei giovani marchigiani che non studiano e non lavorano, ha riguardato soltanto gli uomini, scesi dal 18,5 al 17,4 per cento mentre le giovani donne ‘neet’ sono aumentate dal 22,2 al 22,4 per cento, in controtendenza con la dinamica nazionale. E’ verosimile che di fronte alla difficoltà di trovare un lavoro, molte giovani donne marchigiane abbiano deciso di arrendersi e di occuparsi della famiglia in attesa di tempi migliori”.

In realtà, secondo l’indagine del Centro Studi Cna Marche sui dati Istat, la maggioranza dei giovani marchigiani non abbandona gli studi prematuramente ma ha problemi a trovare un lavoro al termine del ciclo scolastico. Infatti i giovani tra i 18 e i 24 anni senza titolo di studio o con la licenza media che ha abbandonato gli studi o non ha concluso un corso di formazione professionale, nel 2014 (ultimo dato disponibile) è stato del 10,9 per cento rispetto al 14,4 per cento del 2008. Anche in questo caso il tasso di abbandoni delle donne (12,4) è superiore a quello degli uomini (9,4).

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