. FITA: “Benvengano le norme Ue che contrastano concorrenza sleale nell’autotrasporto

Controllo su norma che vieta ai conducenti la possibilità di effettuare il riposo settimanale sul proprio mezzo di trasporto

“Gli organi di controllo locali si adoperino affinché sia rispettata la norma che vieta ai conducenti  la possibilità di effettuare il riposo settimanale sul proprio mezzo di trasporto”: così Massimo Santini,  portavoce merci di CNA FITA  Toscana Centro, che ribadisce l’urgenza di far rispettare una norma che, prevedendo per chi contravviene un’ammenda di 422 € e il ritiro dei documenti di circolazione,  può  rappresentare un criterio per limitare la sempre più marcata concorrenza sleale dei vettori esteri e le forme di cabotaggio irregolare”. 

A confermare il provvedimento del resto, dice Santini, “è stata la Corte di Giustizia Europea, dopo che un’impresa aveva cercato di ricorrere a tale provvedimento in un paese dell’Unione Europea. Inoltre, lo stesso obbligo è stato recentemente  chiarito anche da una circolare del Ministero degli Interni inviata a tutte le Prefetture e ai comandi generali degli organi di controllo e adesso deve essere fatto rispettare anche in Italia.

Di certo non sarà sufficiente a risolvere il problema, ma può essere la prima di una serie di misure che dovranno essere prese se vogliamo che il settore dell’autotrasporto italiano possa avere un futuro e delle prospettive.

D’altro canto – prosegue Santini – i dati parlano chiaro e segnalano come, nelle sole province di Prato e Pistoia, la crisi abbia spazzato via negli ultimi anni ben 306 imprese (dati Movimprese Prato/Pistoia). Eppure, quando viaggiamo in autostrada,  la massiccia  presenza di vettori con targhe dell’est Europa è sotto gli occhi di tutti.

Ad oggi, è oggettivamente impossibile poter competere sul mercato con chi viaggia sulle nostre strade ma ha un terzo dei nostri costi. Per questo servono provvedimenti urgenti per rendere meno flessibile e incondizionata la presenza di questi vettori sul nostro territorio,  prendendo spunto anche da esperienze di altri Paesi dove le scelte politiche hanno consentito, di fatto,  forme di tutela specifiche nell’interesse delle imprese degli autotrasporto nazionali”.

A dirlo con chiarezza è Massimo Santini,  Portavoce Merci di Cna FITA  Toscana Centro, che ribadisce l’urgenza di far rispettare una norma che, prevedendo per chi contravviene un’ammenda di 422 € e il ritiro dei documenti di circolazione,  può  rappresentare un criterio per limitare la sempre più marcata concorrenza sleale dei vettori esteri e le forme di cabotaggio irregolare”. 

A confermare il provvedimento del resto, dice Santini, “è stata la Corte di Giustizia Europea, dopo che un’impresa aveva cercato di ricorrere a tale provvedimento in un paese dell’Unione Europea. Inoltre, lo stesso obbligo è stato recentemente  chiarito anche da una circolare del Ministero degli Interni inviata a tutte le Prefetture e ai comandi generali degli organi di controllo e adesso deve essere fatto rispettare anche in Italia.

Di certo non sarà sufficiente a risolvere il problema, ma può essere la prima di una serie di misure che dovranno essere prese se vogliamo che il settore dell’autotrasporto italiano possa avere un futuro e delle prospettive.

D’altro canto – prosegue Santini – i dati parlano chiaro e segnalano come, nelle sole province di Prato e Pistoia, la crisi abbia spazzato via negli ultimi anni ben 306 imprese (dati Movimprese Prato/Pistoia). Eppure, quando viaggiamo in autostrada,  la massiccia  presenza di vettori con targhe dell’est Europa è sotto gli occhi di tutti.

Ad oggi, è oggettivamente impossibile poter competere sul mercato con chi viaggia sulle nostre strade ma ha un terzo dei nostri costi. Per questo servono provvedimenti urgenti per rendere meno flessibile e incondizionata la presenza di questi vettori sul nostro territorio,  prendendo spunto anche da esperienze di altri Paesi dove le scelte politiche hanno consentito, di fatto,  forme di tutela specifiche nell’interesse delle imprese degli autotrasporto nazionali”.

 

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