. Export in chiaroscuro ma vengono segnali di ripresa dalle piccole e medie imprese di subfornitura e metalmeccanica

Segnali a tinte chiaroscure arrivano dall’indagine recentemente pubblicata dall’Istat sull’andamento dell’export nel primo trimestre 2018.  Dopo i due trimestri consecutivi di diffusa crescita che aveva caratterizzato la fine del 2017, si assiste infatti ad una flessione congiunturale che attraversa tutta l’Italia, attestandosi attorno al 4,5% al Nord-Est ed al Mezzogiorno, a -2 al Centro e sostanzialmente stabile al Nord-ovest con il - 0,3%.

Il dato viene parzialmente bilanciato dall’andamento tendenziale, che invece vede le esportazioni crescere rispetto al primo trimestre del 2017 in maniera significativa al Nord-ovest con oltre il 5%, in modo apprezzabile al Mezzogiorno ed al Nord-est, attorno al 4% e con una sostanziale stabilità al Centro dove si registra un non troppo incoraggiante + 0,5%.

Dal punto di vista della dislocazione regionale, al di là della solita Lombardia che contribuisce da sola per oltre 2 punti percentuali alla crescita complessiva del Paese, da notare che la Toscana, se si esclude il settore farmaceutico, non rientra fra le regioni maggiormente dinamiche.

“Non è facile interpretare questi dati - afferma Riccardo Gorgeri, Presidente CNA Industria Toscana Centro - Se da un lato la situazione generale è migliore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e questo è incoraggiante, dall’altro la congiuntura resta in flessione mostrando come il nostro sistema economico nazionale sia ancora debole.

Tuttavia, se concentriamo la nostra attenzione sul territorio, la visione sembra mutare. La percezione è che vi siano segnali importanti di vivacità in molti settori, fra cui ad esempio in quello della metalmeccanica. Il sistema della subfornitura in questo momento sembra molto dinamico, tant’è che i tempi di consegna delle lavorazioni si sono notevolmente allungati, a testimonianza che le  aziende hanno molto lavoro.

E’ lecito quindi pensare che la causa delle cattive performances della Toscana a livello aggregato sia probabilmente da imputare alla crisi della grande impresa e questo incide ovviamente anche sul sistema delle piccole imprese che, lavorando prevalentemente nel mercato interno, non possono che essere molto preoccupate dalla flessione congiunturale”.

Ma come hanno risposto le PMI a queste dinamiche?

“Le piccole imprese in generale ed in particolare quelle della subfornitura metalmeccanica, non sono rimaste certo ferme - prosegue Gorgeri -  Hanno investito molto, innovandosi dal punto di vista dei processi, dell’organizzazione e della tecnologia in molti casi anticipando i percorsi poi tracciati dal Piano Impresa 4.0, aspetto sul quale come CNA Toscana Centro stiamo puntando molto.

Inoltre le piccole imprese hanno modificato il loro modello di business, intercettando nuove nicchie di mercato, ampliando il loro parco clienti ad imprese committenti di altre regioni.

“E’ chiaro però - conclude il Presidente CNA Industria Toscana Centro - che il perdurare della flessione economica e dell’export in particolare impone alle piccole imprese di compiere scelte ancor più forti. Non sarà più sufficiente puntare tutto sulle competenze professionali ma dovremo essere in grado di fare rete per poter essere in grado di andare direttamente sui mercati esteri. E dovremo puntare con decisione verso l’innovazione e la digitalizzazione 4.0 che rappresenta una grande opportunità anche per le piccole e micro imprese”.

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