. Contratti rumeni, Pmi contattate da agenzie sospette

“Molte imprese del nostro territorio dei settori edile e dell’autotrasporto stanno ricevendo in questi giorni telefonate o e-mail di operatori commerciali che offrono l’assunzione di lavoratori interinali attraverso agenzie situate sul suolo comunitario. Si tratta di una pratica, anche nota come “contratti rumeni”, che nelle promesse dei promotori permetterebbe alle imprese di risparmiare sul costo del lavoro ed assicurare al contempo una maggiore flessibilità”. Lo afferma Claudio Corrarati, presidente della Cna del Trentino Alto Adige, che ha divulgato un’informativa agli associati.

“Sostanzialmente - spiega l’associazione di categoria - il risparmio promesso è legato ad una quota inferiore di versamenti contributivi che il datore di lavoro deve versare ai fini fiscali, previdenziali ed assicurativi. Senza voler entrare nel merito del risparmio promesso, che appare meno sostanzioso di quanto prospettato, va sottolineato che questa pratica non garantisce il rispetto delle norme vigenti, ed anzi spesso si trova in contrasto con la disciplina comunitaria e nazionale in materia, esponendo quindi l’impresa a possibili ripercussioni sanzionatorie”.

Per sgombrare il campo dai dubbi, già nell’aprile del 2015 il Ministero del Lavoro aveva emanato una circolare esplicativa con cui veniva chiarita la posizione dei lavoratori con contratto di somministrazione “rumeno”, per i quali è sancita e garantita dalle norme una sostanziale parità di trattamento, sia sotto l’aspetto normativo (ferie, riposi, sicurezza sul lavoro, non discriminazione) che retributivo (tariffe minime salariali, contribuzione previdenziale ed assicurativa), rispetto ai lavoratori italiani alle dipendenze dell’utilizzatore.

In particolare, nelle ipotesi di lavoro somministrato da parte di agenzie comunitarie, così come avviene per quelle italiane, trova applicazione l’articolo 23, comma 1 del D.Lgs. 276/2003, che prevede il diritto del lavoratore interinale “a condizioni di base di lavoro e d’occupazione complessivamente non inferiori a quelle dei dipendenti di pari livello dell’utilizzatore, a parità di mansioni svolte”, nonché la disciplina in materia di responsabilità solidale per l’adempimento di obblighi retributivi e previdenziali.

“Invitiamo quindi le imprese - conclude il presidente Corrarati - a valutare con attenzione simili offerte eventualmente ricevute, rifuggendo la tentazione di facili risparmi nell’immediato che possono in un secondo momento rivelarsi tutt’altro che degli affari”.