. CNA sul Bando FESR per gli enti pubblici che incentiva il contesto digitale: "Necessario un bando parallelo anche per le imprese"

CNA-SHV è perplessa sulla decisione della Giunta provinciale, adottata ieri (25 ottobre) di pubblicare il bando FESR (Fondo europeo di sviluppo regionale) per incentivare il contesto digitale con 3,1 milioni di euro, riservandolo però soltanto ai servizi della Provincia stessa e degli altri enti pubblici altoatesini.

“Dopo il proficuo coinvolgimento delle associazioni di categoria e sindacali al Tavolo per la digitalizzazione - afferma Claudio Corrarati, presidente della CNA-SHV – ci saremmo aspettati, oltre al bando FESR per gli enti pubblici, un contemporaneo e parallelo bando accessibile alle aziende e alle associazioni economiche e dei lavoratori, ripetutamente sollecitate dall’assessora provinciale Waltraud Deeg a collaborare per formare imprenditori e cittadini sulla svolta digitale”.

Con il bando pubblicato ieri, invece, si corre un rischio forse non opportunamente valutato: “Già adesso – chiarisce Corrarati – i titolari di piccole e micro imprese spesso non hanno una sufficiente preparazione sull’utilizzo degli strumenti digitali. Abbiamo elaborato appositi progetti formativi e informativi, che rimangono fermi in attesa dell’auspicato bando Fesr per i privati. Nel frattempo, si corre il rischio, tra qualche mese, di avere uffici pubblici completamente digitalizzati che riceveranno pratiche solo in formato digitale, mentre imprenditori e cittadini ce non sapranno come fare per trasmettere la documentazione”.

Il presidente di CNA-SHV mette in guardia: “Non vorremmo che la digitalizzazione venisse confusa dalla Pubblica amministrazione con la semplificazione. Quel che oggi un imprenditore o un cittadino deve consegnare su carta agli uffici, domani dovrebbe essere inviato tramite sportelli telematici. Ma la quantità di materiale da inviare rimarrebbe immutata o, peggio, potrebbe aumentare con la scusa che si può inviare online. Chiediamo, pertanto, di semplificare le procedure burocratiche prima di digitalizzarle, creando anche una banca dati accessibile a tutti gli uffici pubblici affinché la documentazione depositata una volta sia valida per più pratiche e per più tempo possibile”.