. #Bastablabla. Scattata la campagna nazionale CNA per sensibilizzare il Governo sulle priorità per le aziende

E' scattata ieri la campagna nazionale CNA sul tema della Legge di Bilancio 2018. Con lo slogan  #bastablabla, la Confederazione infatti ha dato il via ad un fitto programma di comunicazione sui principali quotidiani e radio nazionali e sui social Facebook e Twitter per richiamare l'attenzione delle istituzioni e della politica su un provvedimento così importante per l'economia, tanto atteso da artigiani, micro e piccoli imprenditori.

Già la scorsa settimana Elena Calabria, Presidente di CNA Toscana Centro e Vicepresidente nazionale, aveva colto l'occasione dell'incontro con i parlamentari Bini e Fanucci per ribadire la preoccupazione e il forte disappunto degli imprenditori di fronte ad una Legge di Bilancio licenziata dal Senato e svuotata dei provvedimenti ritenuti prioritari per le imprese.  "Ora, in concomitanza con il passaggio della manovra finanziaria alla Camera dei Deputati - ha detto Calabria - attraverso la campagna #bastablabla vogliamo alzare la voce degli imprenditori che dicono "basta" alle chiacchiere politiche e chiedere con forza che il Governo rimedi alle mancate promesse e reintroduca in Legge di Bilancio alcune correzioni che riteniamo prioritarie per far ripartire l'economia del Paese. CNA dice quindi #bastablabla sui temi che ci stanno più a cuore". Ecco, in sintesi, i punti ritenuti fondamentali per le imprese di cui il Governo dovrà tenere conto:

Deducibilità dell’IMU per le imprese

I laboratori artigiani, i negozi, i capannoni industriali di proprietà, utilizzati per lo svolgimento delle attività d’impresa, pagano la tassa comunale (IMU) come se fossero seconde case. È un tributo che può essere dedotto dal reddito d’impresa solo per il 20%. Sul restante 80% si pagano le tasse come se fosse reddito. È una tassa sulla tassa.  Bisogna arrivare gradualmente alla deducibilità totale dell’IMU.

La completa attuazione del regime per cassa: no alle tasse sulle perdite

La scorsa Legge di Bilancio ha previsto che dal 2017 le imprese in contabilità semplificata paghino IRPEF ed IRAP solo sui redditi effettivamente incassati.  Nel regime di cassa, però, non è consentito far transitare le perdite da un anno all’altro.Per questo motivo oltre un milione di imprese sono costrette a rinunciare a questa opportunità e a subire i maggiori oneri amministrativi della contabilità ordinaria, per non pagare tasse sulle perdite. Bisogna consentire anche alle imprese personali il riporto delle perdite da un anno all’atro come ora avviene per le società di capitali.

La conferma dell’ecobonus al 65% su caldaie e serramenti

L’ecobonus si è dimostrato l’incentivo più efficace per il risparmio energetico, stimolando investimenti e occupazione.  La legge di Bilancio prevede un taglio dal 65% al 50% dell’agevolazione per l’installazione di caldaie e infissi destinato a rallentare il percorso virtuoso che ha portato in questi anni a risultati importanti. È necessario mantenere la percentuale di detrazione al 65%.  

L’esenzione dell’Irap per le imprese minori

L’IRAP è un’imposta regionale, introdotta nel 1998, che colpisce la ricchezza generata dall’organizzazione dall’impresa e distribuita a chi contribuisce a produrla: dipendenti, finanziatori, imprenditore. Nonostante le sentenze della Corte costituzionale e della Cassazione, che hanno sancito inequivocabilmente come artigiani e piccole imprese senza un’autonoma organizzazione dei fattori della produzione non debbano pagare l’Irap, continua a mancare un provvedimento di legge che li escluda definitivamente dall’applicazione, evitando gli attuali contenziosi. In attesa di arrivare alla definizione chiara di autonoma organizzazione è necessario portare la l’esenzione IRAP da 13.000 a 30.000 euro di valore annuo della produzione.

La garanzia dell’entrata in vigore dell’IRI dal 2018

L’Imposta sul reddito d’impresa (IRI) è un regime fiscale che consente anche alle ditte individuali o alle società di persone di pagare un’aliquota ridotta al 24% sui redditi che sono lasciati in azienda, come avviene per le società di capitali. La Legge di Bilancio ha rinviato la partenza dell’IRI da quest’anno all’anno prossimo. Così facendo 250mila imprese, che avevano già impostato i bilanci e gli investimenti facendo affidamento sulle nuove norme, sono rimaste spiazzate e dovranno sostenere un aumento medio di pressione fiscale di 8mila euro. In totale circa 2 miliardi. Chiediamo di garantirne l’entrata in vigore dal 2018, consentendo alle imprese di optare per il nuovo tributo in via anticipata entro il 30 settembre 2018.

 "Sono tutte correzioni importanti  - ha concluso Calabria - che ci attendiamo che Governo e Parlamento vogliano introdurre nel corso del prossimo passaggio della Camera dei Deputati".

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