. Appalti. Cresce il mercato, ma le piccole imprese sono ai margini

La riforma degli appalti non ha aperto il mercato dei lavori pubblici alle piccole imprese ma, in contrasto anche con le richieste avanzate anche dalla Unione Europea, lo ha ulteriormente ristretto. Per dirla in maniera molto chiara, le piccole imprese restano ai margini in quanto i lotti messi a gara sono di taglia troppo grossa per le loro possibilità, risultando così fuori della loro portata.

Da uno studio realizzato da CNA a due anni dalla riforma del Codice degli appalti, si rileva un aumento significativo del mercato di riferimento, cresciuto del 36,2% tra il 2016 ed il 2017, ma si evidenzia anche un sensibile incremento dell’importo del lotto medio, salito abbondantemente sopra il milione di euro.

“La situazione che si è creata – spiega Paolo Vincenzi, Presidente dell’unione Costruzioni di CNA Modena – rasenta il paradosso. Da un lato, il nuovo Codice incoraggia le stazioni appaltanti a suddividere in lotti i grandi appalti, per fare in modo che i singoli lavori corrispondano meglio alle capacità dell’impresa tipo italiana, notoriamente piccola, ma poi tra i requisiti di partecipazione, include anche il fatturato. E qui il meccanismo si inceppa: di solito viene richiesto un fatturato doppio rispetto al valore dell’appalto, quindi in media oltre 2 milioni di euro, volume che non può essere rispettato da almeno il 95% delle piccole imprese”.

Da tempo CNA Modena ha avviato un confronto con le amministrazioni locali, partendo dal presupposto che gli appalti pubblici rappresentano una leva fondamentale per sostenere l’economia, favorire una sana concorrenza, promuovere il lavoro regolare e la coesione sociale. “Per quanto ci riguarda, quello della suddivisione degli appalti in piccoli lotti alla portata delle imprese del territorio, sarà un tema di importanza basilare in vista delle elezioni amministrative del prossimo anno”.

“La nostra parola d’ordine – conclude Vincenzi – è Sostenibilità economica e sociale degli appalti, che non dovranno più soggiacere alla logica perversa del massimo ribasso, applicata anche sul nostro territorio, come testimonia il bando sul trasporto scolastico, ma riferirsi al reale mercato di riferimento, al rispetto del contratto di lavoro e dell’ambiente, alla sicurezza nei cantieri ed al tipo di servizio che viene offerto ai cittadini.”

Per queste ragioni, CNA chiede al Governo ed al Parlamento di intervenire con rapidità per porre rimedio ad una situazione che sta mettendo fuori mercato le piccole imprese. “Ad esempio, continua Vincenzi, prevedendo una sorta di quota di riserva dei lotti dedicata alle piccole imprese del territorio”.

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