. Appalti, correggere l'applicazione del codice

Ridurre l’importo dei lotti e riconoscere le specificità territoriali l’unica soluzione per rendere il mercato equo per le piccole imprese

“Un’iniezione di efficienza, ecco cosa serve al Codice di Appalti. Perché sarà anche vero che si sta assistendo ad una leggera ripresa agli appalti, senonché a beneficiarne sono solo le grandi imprese, in barba alle richieste avanzate espressamente dall’Unione Europea al nostro Paese”. È severo il giudizio di Paolo Vincenzi, presidente di CNA Costruzioni Modena, sulla gestione degli appalti, anche sul nostro territorio.

“Stiamo assistendo – ribadisce Vincenzi - a un costante incremento del lotto medio che sta estromettendo le piccole imprese dal mercato e impoverendo le economie dei territori periferici. E tutto ciò in palese contraddizione con lo stesso Codice, che invece vorrebbe spingere le stazioni appaltanti a suddividere i grandi appalti in lotti di piccola dimensione, proprio per allargare il mercato”. Secondo CNA, questa considerazione ripropone una volta di più la necessità di ridurre le distanze tra i buoni propositi e la pratica amministrativa. Per arrivare a questo obiettivo servono, più che nuove disposizioni, regole cogenti prima di tutto rispetto alle stazioni appaltanti.

“Queste ultime – sottolinea Vincenzi - possono essere ridotte, ma quelle che rimangono in attività vanno qualificate e devono assumere un comportamento proattivo, nel rispetto dello spirito della legge. L’importo dei lotti dev’essere ridotto rapidamente. E altrettanto rapidamente vanno introdotti correttivi al Codice per riconoscere le specificità territoriali, permettendo alle imprese locali di partecipare alle gare indette nella loro area al di là delle proprie dimensioni”.

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