. Alternanza scuola-lavoro, CNA dice no ai “furbetti”

Il direttivo di CNA del Trentino condivide le finalità della norma nazionale (la legge n. 107 del 13 luglio 2015, nota come “La Buona Scuola”), l’interpretazione della Provincia di Trento sull’alternanza scuola-lavoro e sull’individuazione di percorsi obbligatori e curricolari non solo per gli istituti tecnici e professionali, ma anche per i licei.

“Sappiamo quanto sia importante diffondere la cultura del lavoro che non è solo tecnica, ma anche capacità di relazionarsi con colleghi, confrontarsi con regole, gerarchie, orari, normative - afferma Andrea Benoni, coordinatore di CNA del Trentino -. Rimaniamo però perplessi dall’utilizzo massiccio da parte degli enti pubblici, in particolare Comuni, aziende di sistema, società partecipate”.

Un esempio evidente, secondo CNA, è la delibera del Comune di Trento 91/2016, con la conseguente determina dirigenziale, che individua 116 posti di tirocinio, di cui 60 presso il Servizio Gestione Strade e Parchi con mansioni di manutenzione e pulizia del verde e delle strade. Analoghe delibere e successive determine sono state adottate da molti altri Comuni.

“Il dubbio sorge spontaneo nel vedere questi numeri elevati - rileva Benoni - su quale tipo di servizio venga effettivamente svolto dai ragazzi: se possa inserirsi realmente in un percorso educativo di alternanza scuola-lavoro o se non sia un percorso lavorativo a tutti gli effetti, non concesso dalla norma, che sottrae lavoro agli appalti e penalizza le aziende private. Sarebbe assai grave se proprio l’ente pubblico entrasse nel novero dei “furbetti” che sfruttano le normative per ridurre i costi a danno dei soggetti privati”.

CNA ritiene anche che sia sbagliato “fare conoscere ai giovani quasi esclusivamente il lavoro nel settore pubblico, molto diverso dal lavoro nel privato. Va anche detto che per il settore pubblico è più semplice mettere a disposizione tutor e affiancamenti per l’alternanza scuola lavoro, mentre per il privato sarebbero aggravi di costi e riduzione della produttività aziendale”.

La soluzione proposta da CNA: “L’ente pubblico potrebbe affiancare le associazioni di categoria nel promuovere l’iniziativa, chiedendo magari ai propri fornitori di beni e servizi di assumersi l’onere di avviare convenzioni con le scuole”.

CNA del Trentino si mette a disposizione, nella sede di San Michele all’Adige, delle aziende che intendono avere un supporto nelle pratiche di convenzione con scuole e studenti per favorire e divulgare questo importante strumento di crescita dei giovani e di incontro con il mondo del lavoro”.

 

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