. Al via la mobilitazione dei mercati. La Bolkestein mette a rischio dodicimila postazioni

“Se non modificata, la direttiva Bolkestein applicata al rinnovo delle concessioni delle postazioni nei mercati rischia di mettere in ginocchio gli operatori e di privare i romani dei loro banchi di fiducia. Le concessioni per 12mila postazioni nel solo Comune di Roma scadono infatti il prossimo 7 maggio, dunque il Campidoglio ha pochi mesi a disposizione per rimetterli a bando. Una missione impossibile. Per questo abbiamo organizzato in collaborazione con S.A.C.E.A e Mercati Settimanali Roma a partire da oggi quindici giorni di mobilitazione all’interno dei mercati, per sensibilizzare anche gli utenti che rischiano di non trovare più il banco di fiducia sotto casa. Anche loro potranno contribuire alla battaglia per escludere i mercati dalla Bolkestein inviando un sms al numero 3202041938. A un’ora dal lancio erano arrivati già 200 sms. Il più affettuoso? "Ma se Antonio non c'è, chi mi prepara le puntarelle fresche la mattina?!” così Giovanna Marchese Bellaroto, presidente di Cna Commercio.

La mobilitazione inizia oggii e andrà avanti fino al prossimo 15 dicembre nei molti mercati della Capitale che hanno aderito: Colli Albani, Ponte Milvio, Piazza dell'Unità, Magna Grecia, Epiro, Garbatella, Spinaceto, Tor De’ Cenci, Laurentino 38, Vigna Murata, Grotta Perfetta, Montagnola, Navigatori.

“Aridatece il banco sotto casa” il grido d’allarme della Cna di Roma che chiede, al fianco degli operatori dei mercati, all’amministrazione capitolina di sollecitare il Governo nazionale a intervenire per escludere il commercio su area pubblica dall’applicazione della direttiva Bolkestein e di prorogare il rinnovo di almeno due anni.

A Roma i mercati giornalieri sono 120 e quelli settimanali oltre 300. Negli ultimi anni hanno attraversato una crisi senza precedenti. Oltre che dalla diffusione della grande distribuzione, il calo dei banchi e la crisi dei mercati è stato determinato, negli ultimi anni, da un cambiamento negli stili di vita dei romani e dalla mancanza di politiche di valorizzazione da parte dell’amministrazione capitolina, come emerge da uno studio condotto da Cna di Roma in collaborazione con S.A.C.E.A e con il contributo della Camera di Commercio di Roma.

Nei mercati giornalieri il numero di piccole imprese in attività risulta inferiore rispetto alle autorizzazioni comunali in essere di circa 500 unità. La differenza si spiega con il fatto che molti esercenti preferiscono conservare l’autorizzazione nella speranza di poter prima o poi riavviare l’attività.

Quanto all’offerta merceologica, il settore ortofrutticolo è il più rappresentato con un banco su tre che rientra in questa categoria; seguono le “macellerie” (10%) a breve distanza dalle “pizzicherie” (9%), seguite dalle “pescherie” (6%). Il resto del settore alimentare non specializzato rappresenta un ulteriore 13%, il restante 27% è legato alle attività non alimentari, con “abbigliamento” e “casalinghi” in cima alla classifica.

 

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