. Nelle Costruzioni in 10 anni si è perso il 28% dei posti di lavoro. Nel 2017 l'occupazione in edilizia è ancora in calo (-2% )

Lo affermano i dati ISTAT

I dati Istat sull'occupazione mostrano una importante contrazione del 4,4% nel 2016 e una nuova contrazione nella secondo trimestre del 2017 (-2,06%), dopo un debole segnale di ripresa del I trimestre (+0,64%). Ma i dati del Ministero del Lavoro segnalano da quest'anno un saldo attivo tra rapporti di lavoro attivati e cessati, +6,6% nel 2017 (dati al 10 novembre).
Il punto, però, è che dal 2008 a oggi il settore ha perso quasi un terzo dei suoi occupati. 

Infatti nel 2008 gli occupati in edilizia erano quasi due milioni (1.953.000), calando anno dopo anno a 1.424.000 nel 2017 (- 28%).

Si tratta di 549mila occupati in meno, con un calo del 32% nei dipendenti (da 1.238.000 a 846mila ) e del 21% negli autonomi (da 714mila a 578mila).

Di questi i lavoratori italiani sono scesi del 31%, da 1.678.000 (l'86% del totale) a 1.186.000 (l'83,2%), mentre gli stranieri sono scesi solo del 13% (da 275mila a 238mila).

Nello stesso periodo gli occupati nell'industria sono rimasti più o meno stabili, con un saldo finale 2008-2017 di 396mila unità perse, corrispondente all'8% in meno (rispetto al -28% dell’edilizia).

I servizi, con qualche alto e basso, hanno continuato a salire: dal 2008 al 2017 891mila unità in più, +6%.
In sostanza, dunque, gran parte dei posti persi si sono registrati in edilizia (il 58% del totale), e con un'incidenza sul settore pari al 28%, mentre in industria è stata solo dell'8%.

Osservando i dati dell'Osservatorio Casse edili i posti persi nelle costruzioni sarebbero pari al 26% del totale (da 1.909.000 a 1.418.000).

L'incidenza dell'occupazione irregolare, sempre secondo l’ISTAT, sarebbe aumentata negli ultimi anni dal 15,6 al 16,9%.

Pur se in tale contesto negativo, dai dati del ministero del Lavoro su attivazioni e cessazioni emerge un saldo positivo a partire da quest'anno, con 45mila unità in più nel primo semestre di quest'anno. Solo che bisogna “prendere con le pinze” ed analizzarla fino in fondo questa  eventuale ripresina occupazionale del settore dal momento che, data anche la caratterizzazione del settore delle costruzioni che vede ormai presenti contratti sul cantiere di varia natura provenienti da altri settori economici (industria, commercio e anche agricoltura), è necessario capire e risolvere i problemi di rilevazione e sistematizzazione dei dati che sicuramente esistono.

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