. La casa ristrutturata vale il 30% in più

Investire sulla ristrutturazione della casa, in chiave green, significa non solo vivere in un ambiente efficiente, che consuma di meno, è più confortevole e più adatto a rispondere a tutti i bisogni della vita quotidiana. Ma vuol dire anche aumentare il valore dell’immobile, anche grazie agli incentivi fiscali, di una cifra pari fino a quattro volte l’ammontare della spesa per i lavori effettuati.

Secondo un’indagine svolta nel 2017 da Symbola-Cresme su un campione di 500mila proposte di vendita in Italia, emerge che il prezzo di un appartamento ristrutturato è superiore del 29% rispetto a un’unità immobiliare non riqualificata (299mila euro contro 233.250, con un delta pari a 65.750 euro). Se si considera che l’investimento medio per un “restyling” viaggia intorno a 14.500 euro, si può ipotizzare che il plusvalore generato possa arrivare a oltre 51mila euro.

Non è un caso, del resto, che nel 2016, il 79% del valore della produzione edile (110 miliardi di euro sui 139 totali) si è concentrata sulle ristrutturazioni: 36,2 miliardi per la manutenzione ordinaria e 74,3 miliardi per quella straordinaria.

Un’indagine Ipsos- inoltre- rivela infatti che l’84% degli italiani attribuisce un grande valore all’efficienza energetica degli edifici. Al punto che l’asta si sta spostando più in alto. L’obiettivo a cui tendere non è solo più il greenbuilding, ma lo smartbuilding. Inserito peraltro in smartcities, ben connesse nei sistemi di mobilità. La casa da passiva si trasforma in attiva o in “iperattiva”. È connessa. È un “produttore di dati”, che vanno utilizzati a loro volta non solo per generare valore, ma anche e soprattutto per aumentare la qualità dell’esistenza. Perché al centro di ogni unità c’è un uomo. Che consuma, cerca benessere e una migliore qualità di vita.

 

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