. Digitalizzazione in edilizia: casa stampata in 3D firmata Italcementi.

Dopo tre anni di studio, il big del cemento presenta il prototipo di abitazione con tecnologia 3D printing.

Al momento i principali ambiti del possibile utilizzo della tecnologia 3D printing nell'edilizia possono essere soluzioni abitative di emergenza dopo eventi catastrofici, case a schiera ma con ampia possibilità di personalizzazione, strutture temporanee, di varia dimensione e funzione da utilizzare per un tempo definito e poi smantellare. 
Un mercato ancora molto piccolo, ma che promette di crescere rapidamente nel medio periodo. E che potrebbe - almeno in alcuni settori - essere competitivo o addirittura più conveniente rispetto alle tradizionali tecniche di costruzione. 

Nel 2015 Italcementi - azienda ora parte del gruppo Heidelberg Cement - ha cominciato a studiare e sperimentare la tecnologia del 3D printing ed ora ha deciso di presentare al grande pubblico una prima applicazione di casa stampata in 3D. Il scorso 20 marzo, l'edificio "3D Housing 05" è in costruzione a Piazza Beccaria a Milano, sotto gli occhi di tutti. La struttura sarà completata durante la settimana del Salone del Mobile (17 -22 aprile), uno degli appuntamenti più cool della città. Il manufatto rappresenta una ulteriore tappa di una sperimentazione che proseguirà, e che aiuterà i tecnici di Italcementi a mettere a punto molti aspetti importanti, come costi, resistenza, durabilità e costi. Oggi il fatturato mondiale del 3D printing in materiale cementizio è valutato in 25 milioni di dollari.  Non parliamo ancora di volumi grandissimi, ma è una tecnologia che sta muovendo le idee e stuzzica moltissimo designer e architetti.

 La casa di Italcementi si sviluppa su un solo livello, misura 100 mq, si compone di moduli autoportanti che vengono ancorati al suolo e che sono cavi al loro interno, predisposti per l'installazione degli impianti. Il tetto - che è l'unico elementi che non sarà stampato - avrà uno strato di erba sulla superficie.

C'è tutto un mondo che sta prendendo piede ed è quello del temporary building, cioè tutte quelle situazioni in cui la temporaneità diventa importante ma bisogna anche farla bene, con criteri di sostenibilità. C'è poi l'ambito della produzione abitativa in serie, ma con l'esigenza di realizzare le personalizzazioni richieste dai clienti. Anche in questo caso la stampa in 3D potrebbe offrire risposte con un basso costo.
Al momento, Italcementi non parla né di costi di produzione, né di tempi di messa sul mercato. L'obiettivo è offrire un prodotto utilizzato per il 3D printing ma flessibile e adattabile a vari tipi di macchine. La società ha depositato la richiesta di un brevetto che riguarda proprio la formula cementizia da utilizzare per la stampa in estrusione. L'ambito della sperimentazione del 3D printing nell'edilizia è per ora limitato a edifici "low rise", cioè di massimo due piani . Si potrebbe andare anche più in alto ma il vantaggio economico potrebbe andare diminuendo man mano che si sale in altezza. Il vantaggio economico sta nel grande risparmio sui tempi di costruzione e nell'abbattimento dei costi di manodopera.