. Costruttori alla politica, risposte e saremo motore Paese

L'intera filiera delle costruzioni, guarda al voto di marzo e presenta alla politica le sue richieste con un "Manifesto Costruzioni". Il settore sottolinea la "Situazione eccezionale, di crisi e di emergenza", chiede di "mettere le costruzioni al centro delle politiche della crescita", e si candida così a diventare - se arriveranno le risposte necessarie per crearne le condizioni - il "motore del Paese". Significherebbe "Far crescere il Pil di mezzo punto in più l'anno" ed a "recuperare i 600mila posti di lavoro persi nel settore negli ultimi 10 anni", sostengono le 10 sigle.
Le richieste spaziano dall'accelerare le opere pubbliche, alla semplificazione perché "la burocrazia è il macigno che blocca il Paese", ad "una politica fiscale a favore dellos viluppo e dell'ambiente", a ridurre "Costi troppo alti e adempimenti eccessivi" a partire dal contratto dell'edilizia, "il più alto di tutti i settori industriali" e con "oneri non più sopportabili". Firmano il manifesto, insieme a CNA Costruzioni, Ance, Legacoop produzione e servizi, Anaepa Confartigianato edilizia, Casartigiani Fiae, Ciaai, Aniem, Confapi Aniem, Oice, Consiglio Nazionale Ingegneri.

La filiera delle costruzioni ricorda ai politici il "pesante ritardo infrastrutturale che rende urgente l'adozione di misure per accelerare la realizzazione di opere pubbliche", a partire dalla golden rule per "liberale gli investimenti in infrastrutture dai vincoli di bilancio", o anche - tra l'altro - con "una revisione del ruolo del Cipe".
Poi la lotta al "macigno" della burocrazia, che significa anche "più corruzione". Le dieci sigle puntano anche il dito contro "l'obiettivo mancato" del codice degli appalti, ora da ripensare, dopo una legge delega "inattuata", ed il decreto correttivo del 2017, non si è "riusciti ad imprimere il tanto atteso cambio di passo".
Ancora, più attenzione a "città e territorio", con una regia nazionale, agevolazioni per la riconversione del patrimonio edilizio, ed una norma nazionale per riconoscere la pubblica utilità degli interventi con più poteri d'azione ai Comuni.
Il manifesto affronta anche i temi dell'innovazione, sicurezza e ambiente, dalla messa in sicurezza ed efficienza energetica, ad una piattaforma digitale al centro di "un piano specifico per l'industria 4.0 delle costruzioni", alle sfide dell'economia circolare.
La leva fiscale deve puntare a incentivare investimenti immobiliari, riqualificazione edilizia, competitività delle imprese, come sottolinea ancora il manifesto della filiera delle costruzioni. Che sollecita anche "regole mirate per l'edilizia" per la riduzione del costo del lavoro e per la sicurezza. Per le dieci sigle che hanno firmato le proposte alla politica serve "una politica industriale delle costruzioni", che affronti temi dal credito alle imprese all'impatto dello smaltimento di Npl da parte delle banche", e puntando a "più estero per le imprese italiane" rafforzando gli strumenti di sostegno all'internazionalizzazione. Mentre un tema centrale resta anche quello della legalità che serve "nei fatti e non solo sulla carta", anche puntando su "semplificazione e trasparenza".

Documenti Allegati: 
Area Tematica: