. Un balzo nel futuro

Per affrontare l'emergenza coronavirus - dichiara Giuseppe Piccioni, autore e Presidente di CNA Cinema Marche - sono state necessarie misure che hanno portato alla chiusura delle sale impedendo di fatto l'uscita a un numero considerevole di film, italiani e non. A oggi i film parcheggiati sono circa 80, 90 e facilmente, alla fine dell'emergenza, potranno arrivare a un totale di 150, 160 titoli. I produttori, gli autori, gli esercenti - prosegue Giuseppe Piccioni - guardano, incerti e speranzosi, allo scenario che si presenterà loro nei prossimi mesi, qualora si avviasse una fase di normalizzazione con il conseguente ritorno del pubblico in sala. Non è in discussione quale dovrebbe essere il modo migliore per vedere questi film ma è inevitabile che lo scenario che avremo di fronte ci costringerà a compiere scelte e trovare soluzioni che non sono quelle che accompagnano la vita di un film in tempi normali. Qualcosa è cambiato e questo avrà delle conseguenze facilmente immaginabili nel medio e breve periodo, almeno fino a quando l'attività dell'esercizio cinematografico non riprenderà a pieno regime. Lo scenario che avremo di fronte è facilmente prevedibile. Una disponibilità di schermi, in una fase di incertezza dell'esercizio, per molti, troppi film: quelli rinviati a causa della crisi di marzo e quelli che avevano già programmato l'uscita dalla fine dell'estate in poi. È inevitabile che, con la presenza contemporanea in sala di molti colossi del cinema americano, a farne le spese sarà inevitabilmente il cinema italiano. Nella migliore delle ipotesi anche i titoli più attesi, comprese le pellicole più audaci e meritorie, dovranno dividere le briciole degli incassi al botteghino lasciate dal cinema USA. Per questo condivido l'idea di quanti , tra produttori e registi, pensano che un modo di risolvere il problema, adeguato al momento dell'emergenza, sia una immediata deroga all’obbligo di uscita in sala, equiparandola all'uscita su una piattaforma Vod, facendo però un preciso censimento da parte del MIBACT delle Piattaforme che possano essere sostitutive delle sale per tale deroga. Per questo ,se pur sofferta , la soluzione migliore è quella di far uscire ora i titoli dei film rinviati, ma di farli uscire non in sala, ma direttamente nelle piattaforme di streaming , con una validazione del progetto da parte del Mibact. Uno sbigliettamento sul web che vedesse riconosciuta agli esercenti una giusta quota dei proventi compenserebbe la mancata programmazione in sala. Ovviamente non è la migliore delle soluzioni possibili. Avrebbe una durata circoscritta al tempo necessario a rimettere in modo i sincronismi abituali dell'intera filiera ma, sinceramente, in linea generale, mi sembra l'unica strada praticabile. Ovviamente non si tratterebbe di una strada obbligata, ma di un'opportunità. In questo modo - conclude Giuseppe Piccioni - i film si avvantaggerebbero di un insolito lancio e di un richiamo legato alla straordinarietà di questo evento. Diversamente il sovraffollamento dell'offerta sarebbe inevitabile, e lo spargimento di sangue, prevedibilmente a sfavore del nostro cinema, renderebbe tutti, o quasi tutti, scontenti .

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