. L’AGENZIA DELLE ENTRATE CHIUDE IL CERCHIO – CESSIONE DEL CREDITO O SCONTO IN FATTURA DAL 10 DEL MESE SUCCESSIVO ALL’INVIO DELL’OPZIONE

Il quadro delle nuove possibilità di trasformare le detrazioni per lavori edili in contributo riconosciuto come sconto in fattura ovvero della possibilità, alternativa, di cedere il credito corrispondente alla detrazione spettante alle banche, è ormai completo. L’Agenzia delle Entrate chiude il cerchio con l’emanazione del Prov. 8 agosto 2020, del modello per la scelta tra le due opzioni nonché della circolare dell’8 agosto 2020 n. 24/E. Dal canto suo il MISE, nei giorni scorsi, aveva già emanato due decreti per definire  i requisiti tecnici ed i massimali di costo per il Superbonus e il Sismabonus al 110% nonché la modulistica e le modalità di trasmissione dell’asseverazione agli organi competenti, tra cui l’ENEA.

Rinviando per ora alla lettura dei documenti allegati per maggiori dettagli, in questa sede si ritiene importante mettere in risalto i tratti salienti della procedura indicata dal provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate.

In modo sintetico la procedura messa in campo dall’Agenzia delle Entrate per ottenere lo sconto in fattura, prevede che oltre ad aver eseguito tutti gli adempimenti previsti a secondo della natura della spesa (comunicazione all’ENEA, asseverazione dei dati tecnici, attestazione di congruità dei costi e visto di conformità), debba essere emessa la fattura e pagato il corrispettivo, ovviamente laddove sia dovuto (nelle ipotesi del super bonus, infatti, non ci sarà alcun corrispettivo pagato). Solo dopo sarà possibile presentare il modello con l’opzione per lo sconto in fattura con la conferma dell’accettazione da parte del fornitore sul portale dell’Agenzia delle Entrate.

Con riferimento all’opzione per la cessione del credito, sempre solo dopo ad aver eseguito tutti gli adempimenti previsti a seconda della natura della spesa (comunicazione all’ENEA, asseverazione dei dati tecnici, attestazione di congruità dei costi e visto di conformità), il cedente dovrà aver pagato la fattura emessa dal fornitore per l’intero prezzo pattuito. Solo dopo, il cedente potrà presentare il modello con la scelta dell’opzione per la cessione del credito. Cessione che diventa efficace dopo che il cessionario ha confermato l’opzione sul portale dell’Agenzia delle Entrate.

Il credito d’imposta è fruito con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione, a decorrere dal giorno 10 del mese successivo alla corretta ricezione della comunicazione e comunque non prima del 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui sono sostenute le spese

I cessionari e i fornitori possono cedere i crediti d’imposta ad altri soggetti, inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari, a partire dal giorno 10 del mese successivo alla corretta ricezione della comunicazione. In ogni caso, il credito potrà essere ceduto anche dai successivi cessionari.

Tale comunicazione con l’opzione per la cessione del credito ovvero dello sconto in fattura deve essere inviata esclusivamente in via telematica a decorrere dal 15 ottobre 2020 ed entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello in cui si sostiene la spesa.
L’invio telematico della comunicazione avviene direttamente da parte del beneficiario della detrazione (per gli interventi eseguiti sulle unità immobiliari) o dell’amministratore di condominio (per gli interventi eseguiti sulle parti comuni degli edifici) oppure avvalendosi di intermediari abilitati, nonché dai Caf.

Con riferimento alle spese per cui è riconosciuta la detrazione del 110%, i professionisti ovvero i Caf che rilasciano il visto di conformità, oltre a  verificare l’esistenza dei presupporti oggettivi e soggettivi connessi alla detrazione, sono tenuti a verificare l’esistenza dell’attestazione della congruità dei costi e l’asseverazione dei requisititi tecnici rilasciata dai professionisti e che questi ultimi abbiano stipulato la polizza di assicurazione per la responsabilità civile, resa obbligatoria dalla norma.

Per gli interventi che danno diritto alla detrazione del 110%, eseguiti sulle unità immobiliari, la comunicazione deve essere inviata esclusivamente dal soggetto che rilascia il visto di conformità.

In caso di esercizio dell’opzione, il provvedimento fissa le regole per permettere a cessionari e fornitori di fruire del credito d’imposta. In particolare, i cessionari e i fornitori possono utilizzare il credito d’imposta esclusivamente in compensazione e, come è indicato dalla norma, in caso di incapienza l’eccedenza di credito non può essere riportata in avanti.

Il provvedimento concede una ulteriore possibilità di cessione del credito corrispondente alla detrazione. E’ vero, infatti, che con riferimento alle spese sostenute nel 2020 e nel 2021, sarà possibile cedere le rate residue di detrazione non ancora fruite. Pertanto, con riferimento ad una spesa sostenuta nel 2020 per cui si sono già vantate due rate di detrazione nel 2021 e nel 2022, nel 2023 sarà possibile cedere ad un istituto di credito le restanti 3 rate delle 5 rate totali ovvero 8 rate delle 10 totali rate residue, secondo la tipologia di spesa sostenuta.

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