. IL PRIMO PROVVEDIMENTO DELL’A.E. RIGUARDA LE LOCAZIONI DEGLI IMMOBILI STRUMENTALI

L’Agenzia delle Entrate ha emanato, con il provvedimento direttoriale 1° luglio 2020, le prime indicazioni per procedere alla cessione dei crediti d’imposta per botteghe e negozi di cui all’articolo 65 del D.L. n. 18/2020 (vedi Notizia 9 aprile 2020, n. 24) e per i canoni di locazione degli immobili ad uso non abitativo e affitto d’azienda di cui all’articolo 28 del D.L. n. 34/2020 (vedi Notizia 28 maggio 2020, n. 47).

Si tratta di un primo provvedimento riguardante la cessione dei crediti d’imposta messi in campo quali misure agevolative per fronteggiare l’emergenza Covid-19, a cui seguiranno successivi provvedimenti per definire le modalità operative per la comunicazione delle cessioni dei crediti d’imposta relativi all’adeguamento degli ambienti di lavoro e alla sanificazione disciplinati rispettivamente dagli articoli 120 e 125 del decreto Rilancio.

A riguardo il decreto Rilancio ha stabilito all’articolo 122 che, fino al 31 dicembre 2021, i soggetti beneficiari dei crediti d’imposta possono, in luogo dell’utilizzo diretto, optare per la cessione, anche parziale, degli stessi crediti ad altri soggetti, ivi inclusi gli istituti di credito ed altri intermediari finanziari, e inoltre che i cessionari utilizzano il credito con le stesse modalità con le quali sarebbe stato utilizzato dal soggetto cedente.

Il presente provvedimento approva il modello che i beneficiari del credito d’imposta per botteghe e negozi nonché per i canoni di locazione degli immobili a uso abitativo e affitto d’azienda dovranno utilizzare per comunicare, a partire dal prossimo 13 luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, l’opzione della cessione del credito. A pena d’inammissibilità il modello dovrà essere inviato utilizzando le funzionalità rese disponibili nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate.

Un successivo provvedimento direttoriale definirà le modalità per consentire l’invio della comunicazione anche attraverso un intermediario.

Il modello di comunicazione richiede alcuni dati quali i codici fiscali di cedente e cessionari, la tipologia del credito d’imposta ceduto, l’ammontare del credito maturato e della quota ceduta, specificando l’importo ceduto a ciascun cessionario, gli estremi di registrazione del contratto e la data di cessione del credito.

Il provvedimento stabilisce anche le modalità di utilizzo del credito d’imposta ceduto in capo al cessionario che opererà la compensazione con il modello F24. E’ opportuno precisare che l’utilizzo di tali crediti in compensazione non soggiace ai limiti di plafond vigenti di cui all’articolo 34 della L. n. 388/2000 e all’articolo 1, comma 53, della L. n. 244/2007.

Il cessionario potrà iniziare ad utilizzare il credito ceduto, in compensazione tramite F24 ovvero cedendolo a sua volta ad altri soggetti, anche istituti di credito e altri intermediari, a decorrere dal giorno lavorativo successivo alla comunicazione della cessione e fino al 31 dicembre dell’anno in cui è stata comunicata la stessa cessione. La cessione del credito dovrà essere accettata dal cessionario, a pena d’inammissibilità, attraverso l’area riservata sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate.

Si precisa che la quota dei crediti d’imposta ceduti che non è utilizzata entro il 31 dicembre dell’anno in cui è stata comunicata la cessione non può essere utilizzata negli anni successivi, né richiesta a rimborso ovvero ulteriormente ceduta.

Anche in caso di cessione dei crediti d’imposta restano fermi i poteri dell’amministrazione finanziaria relativi al controllo della spettanza dei crediti medesimi e all’accertamento e irrogazione delle sanzioni nei confronti dei beneficiari originari che hanno comunicato la cessione. I soggetti cessionari rispondono solo per l’eventuale utilizzo dei crediti d’imposta in modo irregolare o in misura maggiore rispetto ai crediti ricevuti.

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