. CREDITO D’IMPOSTA AFFITTI COMMERCIALI – ESTENSIONE A TUTTE LE TIPOLOGIE DI IMMOBILI – POSSIBILE CEDERE IL CREDITO

Viene confermato dall’articolo 28 del D.L. n. 34/2020 (c.d. decreto “Rilancio”) il credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo, con l’estensione agli affitti d’azienda ed il riconoscimento della possibilità di cedere il credito d’imposta.

In particolare si riconosce un credito d’imposta del 60% dell’ammontare del canone mensile di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo, destinati allo svolgimento dell’attività d’impresa, anche agricola, e di lavoro autonomo. Tale misura è riconosciuta anche agli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, in relazione al canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività istituzionale.

Il credito d’imposta spetta, invece, nella misura del 30% dei relativi canoni in caso di contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo destinato allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all'esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo. 

Possono richiedere il credito d’imposta i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto.

Per le strutture alberghiere il credito d’imposta spetta indipendentemente dal volume di affari registrato nel periodo d’imposta precedente.

Con riferimento all’ambito oggettivo di applicazione il credito d’imposta è commisurato all’importo versato nel periodo d’imposta 2020 con riferimento a ciascuno dei mesi di marzo, aprile e maggio, mentre per le strutture turistico ricettive con attività stagionale con riferimento a ciascuno dei mesi di aprile, maggio e giugno. La condizione per la fruizione di tale credito è legata al fatto che i soggetti locatari esercenti attività economica devono aver subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nel mese di riferimento di almeno il 50% rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente.

Si assiste, dunque, ad un miglioramento della presente misura fiscale già prevista dall’articolo 65 del precedente decreto legge del 17 marzo 2020, n. 18 (c.d. Cura Italia) che riconosceva il credito d’imposta nella misura del 60% dell’ammontare del canone di locazione, relativo al mese di marzo 2020, per i soli immobili rientranti nella categoria catastale C/1.

Riguardo alle modalità di fruizione viene stabilito che il credito d'imposta è utilizzabile nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa ovvero in compensazione, successivamente all'avvenuto pagamento dei canoni. Il credito d'imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell'imposta regionale sulle attività produttive e non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del TUIR. Inoltre, tale credito d’imposta non è cumulabile con quello di cui al richiamato articolo 65 del D.L. n. 18/2020 in relazione alle medesime spese sostenute.

Vera novità riguarda la possibilità riconosciuta al soggetto beneficiario del credito d’imposta di optare, in luogo dell’utilizzo diretto dello stesso, per la cessione del credito al locatore o al concedente o ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari (rinvio all’articolo 122 del presente decreto).

 

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