. ATTIVITA’ DI RISCOSSIONE COATTIVA – VERSAMENTI SOSPESI DELLE CARTELLE ESATTORIALI DA EFFETTUARSI ENTRO IL 30 SETTEMBRE 2020

Il decreto Rilancio proroga al 31 agosto 2020, in luogo del 31 maggio 2020 come disciplinato dall’articolo 68 del DL n. 18/2020 (c.d. decreto Cura Italia), il termine finale di sospensione del versamento dei carichi affidati all’Agente della riscossione, in scadenza nel periodo compreso tra l’8 marzo ed il 31 agosto 2020.

In particolare l’articolo 154 del decreto Rilancio (DL n. 34/2020) sospende i termini di versamento, in scadenza nel periodo sopra indicato, relativi alle somme derivanti da cartelle di pagamento emesse dall’Agente della riscossione, avvisi di accertamento e avvisi di addebito INPS esecutivi, atti di accertamento esecutivi emessi dall’Agenzia delle Dogane, atti di ingiunzione fiscale emessi dagli Enti territoriali, atti esecutivi emessi dagli Enti locali (art. 1, comma 792, della legge di bilancio 2020).

I pagamenti sospesi devono essere effettuati in un’unica soluzione entro il mese successivo al termine del periodo di sospensione, ossia entro il 30 settembre 2020

Per i piani di dilazione già in essere alla data dell’8 marzo 2020 e per i provvedimenti di accoglimento delle richieste presentate fino al 31 agosto 2020, la decadenza dal beneficio della rateazione, con conseguente iscrizione a ruolo dell’intero importo ancora dovuto, si determina nel caso di mancato pagamento di 10 rate, anche non consecutive, invece delle cinque rate ordinariamente previste.

Viene stabilito, per effetto della riscrittura del comma 3 del citato articolo 68 del DL “Cura Italia”, che non determina l’inefficacia, per i contribuenti che sono in regola con il pagamento delle rate scadute nell’anno 2019, della definizione agevolata (c.d. “rottamazione ter”), del “saldo e stralcio” e della “definizione agevolata delle risorse UE”, il mancato, insufficiente o tardivo pagamento alle relative scadenze delle rate da corrispondere nell’anno 2020, se il debitore effettuerà comunque l’integrale versamento delle stesse entro il 10 dicembre 2020.

Da ultimo, l’articolo 154 del decreto Rilancio prevede che i debiti in relazione ai quali al 31 dicembre 2019 si è determinata l’inefficacia delle definizioni precedentemente indicate, possano essere accordate nuove dilazioni.

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