. Marzo 2020_Diminuisce il numero di occupati nelle micro e piccole imprese e nell'artigianato, 0,4% rispetto a febbraio

Il primo caso di coronavirus in Italia è stato rilevato in provincia di Lodi il 20 febbraio 2020 e il 21 febbraio è stata istituita la prima “zona rossa” che comprendeva 10 comuni del lodigiano con una popolazione complessiva di circa 50 mila abitanti. Tutto il mese di marzo 2020 è stato caratterizzato da un susseguirsi di provvedimenti che gradualmente hanno portato alla chiusura dell’intero Paese predisposta con il Decreto del presidente del consiglio dei ministri adottato il 22 marzo. Tuttavia prima che il decreto sospendesse le attività produttive e commerciali, fatta eccezione per quelle attività ritenute essenziali, il sistema produttivo italiano aveva già rallentato il suo ritmo. Il propagarsi del virus e le misure adottate dalle istituzioni locali e nazionali, infatti, avevano generato diverse difficoltà nella mobilità dei lavoratori, nella reperibilità di presidi sanitari, nella logistica e infine nell’approvvigionamento di beni intermedi.

Questa edizione dell’Osservatorio Lavoro della CNA si riferisce proprio al mese di marzo 2020 e cattura le prime ripercussioni che il rallentamento dell’economia prima e il lockdown poi hanno avuto sull’occupazione nelle micro e piccole imprese e nell’artigianato. Considerato che la chiusura totale del nostro Paese ha riguardato solo gli ultimi dieci giorni di marzo l’impatto di questa decisione sui livelli occupazionali sarà evidente soprattutto nel mese di aprile.

 

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