. Emergenza Covid-19. Le micro e piccole imprese verso la 'fase 2'

L’indagine CNA ha registrato la partecipazione di 14.000 imprese tra il 20 e il 26 aprile ed è rappresentativo soprattutto del sistema dell’artigianato e delle micro e piccole imprese. I settori con maggior peso sono infatti le attività manifatturiere (34,0% tra moda, alimentare, legno/arredo e altre attività di produzione), le costruzioni (20,8%), i servizi per la persona (19,7%). Rilevante è poi la presenza delle imprese del commercio (11,0%) e di quelle che operano nel settore dell’alloggio/ristorazione e altre attività connesse al turismo (5,7%) che nel seguito verrà indicato semplicemente come “Turismo”.
L’88,0% delle imprese meno di dieci addetti (micro), di queste il 43,9% rientra nella classe 1-4 addetti mentre quasi un terzo (il 29,2%) non ha dipendenti e/o collaboratori.
Il 66,7% delle imprese ha sospeso completamente l’attività dopo il 23 marzo mentre la restante quota di imprese ha potuto continuare ad operare o perché inclusa nel novero dei settori di “utilità essenziale” (20,7%), o perché ha fatto comunicazione al Prefetto (in questa fattispecie, pari 7,0%, rientrano le imprese che operano nelle filiere dei settori di utilità essenziale) o perché si è organizzata tramite le consegne a domicilio (5,6%).

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