. 2019_In un anno caratterizzato dal raffreddamento del turn-over dei lavoratori, l'occupazione è cresciuta in media del 2,6%

Nel 2019 è proseguita la fase di stagnazione dell’economia italiana iniziata nel secondo trimestre del 2018. Dalle stime riportate nel quadro tendenziale e programmatico della Nota di Aggiornamento del DEF la crescita del Prodotto Interno Lordo nel 2019 dovrebbe quasi nulla (+0,1%). In questa fase la risposta delle imprese micro e piccole e artigiane è stata di tipo prudenziale. L’occupazione, infatti, ha continuato a crescere, ma meno che negli anni precedenti. Nella media dei dodici mesi del 2019 il numero di posti di lavoro è aumentato del 2,6%, quattro decimi di punto in meno rispetto al + 3,0% realizzato nel 2018. Il numero di assunzioni e cessazioni, invece, si è ridotto.

I flussi in entrata e in uscita nell’anno 2019

Il raffreddamento del turn-over dei posti di lavoro appare evidente dall’analisi sui flussi in entrata e in uscita nell’anno 2019.

Le assunzioni e le cessazioni, infatti, nei dodici mesi dello scorso anno sono diminuite rispettivamente del 4,6% e del 3,0%, tornando in terreno negativo dopo due anni di crescita a doppia cifra.

L’analisi riferita ai nuovi contratti attivati nel 2019 rivela comunque che le imprese hanno fatto un maggior ricorso al contratto a tempo indeterminato, applicato al 19,1% dei neo lavoratori, che rispetto al 2018 è cresciuto del 2,6% e al contratto intermittente aumento del 17,2%. A determinare il calo complessivo delle assunzioni è stata soprattutto la diminuzione dei contratti a tempo determinato (-11,3%) applicato ad un nuovo lavoratore su due e all’apprendistato (-0,9%) applicato nel 2019 all’11,8% dei nuovi assunti.

 

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